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Artist Profile:

RICCARDO BROTINI

Pisa, Tuscany


Uno stile nitido e attento alla resa dei particolari lascia indovinare la formazione di Riccardo Brotini. Geometra prima, decoratore di Harley Davidson, poi. Nel 1996-97 passa un periodo negli Stati Uniti, dove apprende la tecnica e lo stile "mitologico", tipico delle immagini rappresentate sulle moto: un linguaggio ricco di simbolismi e popolato da donne e uomini fisicamente perfetti.

In questa fase, Riccardo Brotini dipinge su materiali lucidi come le carrozzerie, usando l'areografo. Ma dopo l'esperienza americana, comprendendo la meccanicità del "mestiere" di cui era diventato padrone, inizia la ricerca di un codice personale. Cerca di allontanarsi dall'universo figurativo "on the road" e sperimenta supporti più tradizionali come le tele, che con le loro trame frenano l'effetto nitido e di superficie dell'areografo.

Esempio della combinazione di areografo e tela è Evolution, opera presentata al Premio Firenze nel 2000. Un uomo sostiene una bottiglia che simboleggia la tecnologia della plastica. Il suo contenuto è "pure juice".
Una bevanda: fonte di vita che alimenta una riflessione sul futuro. Brotini si auspica una combinazione di evoluzione tecnica e attenzione ecologica all'ambiente.

L'iperrealismo formale e il simbolismo di contenuti si uniscono nel lavoro dell'artista. Per determinare un parallelo tra il procedimento tecnico e il significato di Evolution, ode alla tecnologia, Brotini ha scannerizzato l'opera per ristamparla su tela. I pixel opacizzano ancor di più l'effetto dell'areografo, ma il colore cambia completamente.

Alla fine degli anni Novanta, i soggetti scelti mantengono ancora un sapore eroico. In Senza Titolo (1999), l'artista fissa il ritratto di 3 amici come sculture primitive scolpite nella montagna: un richiamo al Surrealismo di Magritte. Nei Ritratti monocromi (1998- 2000), riprende immagini di vecchi, le cui rughe diventano il segno di esperienze vissute.

Dal 2000 Riccardo Brotini abbandona l'areografo per lavorare coi pennelli. Frutto di questa nuova conquista sono le Onde. L'artista le studia dal vero, una ad una, come se fossero persone.

Le dipinge come ritratti, per scavarne ancora"le rughe". Ne studia attentamente le geometrie, che diventano motivi astratti. Vuole descrivere una realtà che appare piatta, ma che è formata da tante piccole emergenze e cambiamenti. Dopo l'indagine oggettiva, il mare di Brotini si trasforma sull'onda dell'emotività.




 

 


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