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China Surfing

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APPUNTI DI VIAGGIO:

Surf In CHINA:


Di ritorno dall’ Indonesia, avevamo programmato un scalo di 8 giorni ad Hong Kong, per poi visitare un po’ dell’immensa Cina.
Atterrati e trovata una sistemazione per la notte, decidiamo per il giorno seguente di abbandonare il caos, lo shopping, il traffico e le contraddizioni di una megalopoli: Hong Kong.
Prendiamo l’autobus diretti a Guangzhou, a dove è possibile raggiungere quasi tutte le mete della Cina: da Pechino ai territori occupati del Tibet. Ci rendiamo subito conto che il tempo a disposizione non è sufficiente a coprire le infinite distanze che corrono tra un posto e l’altro. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere qualche posto che sia il più “cinese” possibile, non ci importa come esso sia, la cosa che ci preme è quella di visitare un luogo dove sia possibile sentirsi in Cina. Le mete più battute della Cina (Yangshuo, Guilin, Dalì..) si trovano tutte minimo a 16 ore di autobus.
Dopo un po’ di scoraggiamento iniziale, decidiamo di salire sull’autobus diretto a Zhaoquing, affascinante paese tra le montagne, che ha risentito dell’industrializzazione della Cina. Diviso tra la città vecchia all’interno delle mura e caratterizzata da costruzioni basse in mattoncini e mercatini nascosti tra i vicoli; e la città nuova con palazzi altissimi e appartamenti al limite dello spazio, pensati per contenere l’incessante crescita demografica della Repubblica popolare Cinese. Ci sentiamo stranamente persi e vagando tra i violetti, proviamo a chiedere, o meglio cerchiamo di farci capire a gesti degni di un teatro gestuale, il nostro bisogno di trovare una struttura che ci potesse ospitare. L’impresa è complicata perchè nessuno sa un minimo di inglese. Superato il problema della comunicazione verbale adottando una forma di linguaggio ben oltre la grammatica, finalmente troviamo un piccolo alberghetto, dove a nostra sorpresa in reception ci fanno capire che noi “Non cinesi” non possiamo dormire nelle strutture riservate alla gente del posto “veri cinesi”.

Questa esperienza ci dà l’input di fermarci un attimo e riflettere su quanto la dittatura li abbia tenuti lontano da ogni rapporto con il mondo, nonostante tutto però si sente tra la gente e dagli sforzi che fa per tentare di aiutarci, la voglia e la curiosità forte di comunicare e comunque di conoscere una realtà diversa dalla loro. Le ragazze ci guardano e ridono, al ristorante più di una volta è successo che le cameriere e i camerieri non riescono a prenderci l’ordinazione perché affetti da risate incessanti. C’è qualcosa in noi che li diverte, ma è un divertimento così semplice e gentile che non ci infastidisce affatto, anzi ci trascina nello stesso gioco e con ciò riusciamo a sentirci più vicini: con la bellezza di una risata. Risolto il problema alloggio, ossia l’unica struttura che ci ospita è un hotel di lusso riservato ai turisti e ai business man, visto che il prezzo è carissimo per un semplice cinese, 10 euro a notte. I giorni che seguono, li dedichiamo a esplorare e a vivere i ritmi di vita del posto, ci immergiamo nei vicoli della città vecchia e risaliamo le grandi strade della città nuova. Con la giusta discrezione di chi non vuole invadere ma solo conoscere con rispetto il posto, scattiamo immagini che ci lascino il ricordo e l’impronta dei posti che abbiamo visitato. La voglia di mare diventa più insistente, così decidiamo di lasciare Zaoquing, e scendere per le coste e ammirare il Mare Cinese del sud.
Il paesaggio è affascinante, montagne verdi che si affacciano su spiagge. Avevo letto che nei dintorni era possibile trovare onde. Arriviamo in una spiaggia, abbastanza conosciuta dalla gente del posto, dove il mio occhio è subito attratto dal mare dove noto qualcuno in acqua con le tavole. Aspetto un poco ed ecco la serie arrivare un bel metro e mezzo che rompe su sabbia con qualche roccia qua e la. In acqua i ragazzi del posto sono molto cordiali e quasi tutti parlano inglese, dato che non siamo molto distanti da Hong Kong, qualcuno mi dice che oggi lo spot sta funzionando bene e quindi sono fortunato a trovare condizioni del genere. Uscito dall’acqua conosco un ragazzo americano che vive e lavora in Cina, mi spiega subito come è e la situazione onde da quelle parti. Mi dice che la costa due giorni prima è stata battuta da un tifone e non stiamo surfando la scaduta della wind swell.

Gli rispondo subito che anche in Italia le condizioni surfistiche sono pressochè simili. Mi mostra delle foto del posto e delle mareggiate degli ultimi anni, il risultato è molto buono, come una reliquia mi fa vedere la foto di una sinistra tubante perfetta la mia domanda è scontata “ma è qui? Oggi funziona?”, una risatina gli si legge sulle labbra e mi dice che quella è un’onda di Hainan ed è la migliore che lui abbia mai surfato in Cina. Il giorno dopo devo ripartire per l’ Italia e non hop tempo per andare ad Hainan che è a tre ore di aereo, rimango d’accordo con per un futuro ipotetico surf trip e lui mi promette che mi farà da guida. Lascio la costa e mi avvio verso l’aeroporto con lo spirito felice e la testa che vaga tra i ricordi e che già segretamente pensa ad una nuova partenza.

Giuseppe Maio

 

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