Up Revolt Home » Revolt Surf Destinations » Puerto Escondido Slideshow

 

 

Puerto Escondido, Messico

Oceano Pacifico

05Puerto Escondido
02Puerto Escondido
03Puerto Escondido
06Puerto Escondido
04Puerto Escondido
08Puerto Escondido
09Puerto Escondido
10Puerto Escondido
01Puerto Escondido
12Puerto Escondido
13Puerto Escondido
14Puerto Escondido
16Puerto Escondido
17Puerto Escondido
18Puerto Escondido
19Puerto Escondido
07Puerto Escondido 11Puerto Escondido 15Puerto Escondido 20Puerto Escondido

 

Puerto Escondido, Oaxaca, Mexico

Una delle prime 10 Surf Locations del mondo.
Famosa come la "Mexican Pipeline" per la somiglianza dell'onda con la Pipeline della North Shore.
Miglior periodo: da aprile a ottobre.

 

Puerto Escondido Surfing
The largest beach strand of Puerto Escondido, Playa Zicatela Beach, on the top 10 list of surf locations in the world and home of the famous 'Mexican Pipeline'. April to October is the best time- you'll find 5 to 15 foot waves and develop a smooth tube for a nice finish.

 

 

APPUNTI DI VIAGGIO:

di Vittorio Lanna, Ostia, Roma

Puerto Escondido mi riempie il cuore di gioia già al momento dell’atterraggio, con quel suo delizioso, piccolo aeroporto che ricorda subito certi film di Bud Spencer ambientati, appunto, in Messico. La sensazione di vedere esattamente ciò che ti aspettavi (cosa che -diciamolo- non accade poi così spesso) ci accompagna anche una volta scesi dall’aereo, mentre su una specie di pulmino-taxi, insieme a una coppia di australiani, vediamo per la prima volta Mex-pipe, in un coro di “WOoOW!” che neanche nei fumetti..

Quel giorno il mare si sentiva particolarmente in vena di dare spettacolo e la playa di Zicatela, che si fa annunciare da una sorprendente scultura delle “Mani di Dio” in mezzo alle onde ruggenti, mette subito in chiaro una cosa: il surf a Puerto è una vera e propria sfida. Dopo una breve ricognizione nel paesino, decidiamo di fermarci in un albergo a due passi dalla spiaggia, Puerta del Sol, gestito da un’autentica Senora messicana. Ha proprio tutto quello che si può desiderare: camera terrazzata con vista su Mex-pipe, da dove il rumore incessante delle onde ci teneva compagnia anche di notte, piscina circondata da palme e Concha, una fantastica, minuscola, cameriera messicana. Il resto della giornata lo dedichiamo alla ricerca di una tavola da surf all’altezza della situazione. Vista la condizione del mare mi oriento subito verso tavole di una certa misura.. Per un surfista come me, 1,80 m di altezza per ottanta chili di peso, una 6-4 mi sembrava sufficiente.. dopotutto sulle onde nostrane di solito uso una 6-0 e anche nei miei precedenti viaggi (Barbados, Biarritz, Bali, Sry-Lanka,Marocco,Canarie..) non avevo mai sentito la necessità di andare oltre quella misura. Così, forte della mia esperienza decennale, prendo la 6-4 e il giorno dopo… mi butto. Dopo qualche minuto passato in spiaggia, accanto alla torretta dei Salvavidas, a studiare le onde entro in acqua. La corrente è fortissima e ci vuole davvero una forza e una determinazione non da poco per raggiungere il picco. Senza contare che, alla minima esitazione, le onde ti chiudono in faccia senza pietà. La particolarità di Mex-pipe, infatti, è che dallo stesso picco partono destre e sinistre potentissime. Le serie non si interrompono quasi mai e, una volta entrato, si rischia di rimanere incastrato tra un onda e l’altra, incapace sia di tornare a riva che di raggiungere il punto di rottura. La corrente ti strappa le braccia e ti mozza il fiato. Se un onda ti rompe addosso ti spinge giù con una violenza inaudita e, pur essendo il fondo sabbioso, basta l’impatto dell’onda stessa a spezzarti in due la tavola ed a farti frullare sott’acqua per un tempo sufficiente a esaurire l’aria nei polmoni e perdere i sensi. Quindi, l’imperativo una volta entrato è: rema senza fermarti mai. La minima esitazione può essere fatale, perché in un attimo puoi ritrovarti con un muro di tre metri d’acqua che ti crolla addosso. Solo una volta raggiunto il picco puoi considerarti in sicurezza.. per il momento. Il problema è che, di tutto questo, prendi coscienza solo una volta entrato..

E’ proprio il caso di dire: provare per credere. Il mio primo incontro con Mex-pipe è quasi mortale. La forza fisica e i polmoni non mi mancano, ma una volta raggiunto il picco rimango qualche minuto a riprendere fiato e a studiare la situazione. Accanto a me un gruppetto di locali composto da una decina di persone . Tutti ringhianti . Mi rendo subito conto che il rispetto in acqua qui è una componente fondamentale,e si sente piu che in altri spot. Quando la vedo, la mia onda, è come se il tempo rallentasse. Il cuore a mille, la concentrazione , la paura e l’eccitazione.. Consapevole del fatto che un sogno si avvera, prendo la mia prima onda a Puerto Escondito e la scendo con esultanza.. una furia da cavalcare. Dopo le presentazioni continuo per un'altra oretta, sempre immerso in quel turbine di bombe liquide. L’eccitazione mi impedisce di prendere seriamente la stanchezza che inizio a sentire. Grande errore. Mai sottovalutare Zicatela. L’ultima onda della giornata era fantastica. Due metri e mezzo lisci e potentissimi. Dopo la partenza però l’onda mi spazza via il piede posteriore, schiantandomi sul fondo. Mi frulla per svariati secondi. Incapace di rendermi conto della direzione in cui nuotare per tornare in superficie trattengo il fiato e aspetto che passi. La tavola, con il leash, mi tira verso il basso costringendomi a seguire la traiettoria dell’onda.. sott’acqua. I secondi diventano minuti. Alla fine riemergo con la maglietta che mi soffoca. Me ne libero e respiro avidamente. Esco.

Dopo quel primo giorno capisco molte cose. Non si scherza con Mex-pipe: da te vuole sempre il massimo. Quando inizia il calo delle prestazioni è meglio uscire subito. Realizzo anche perché i locali non usano il leash. La forza e il peso delle onde lo rendono un ulteriore pericolo per chi cade e va sotto. La tavola viene risucchiata dall’onda e continua a tirarti sott’acqua finché il vortice non esaurisce la sua spinta micidiale. Meglio lasciarla andare subito. Inoltre, mi rendo conto che quella misura è decisamente troppo piccola per me. La cambio con una 6-6, tipo gun. I giorni passano veloci. La vita a Puerto Escondito costa poco e scorre tranquilla. Tra ristorantini (alcuni tra i migliori gestiti da italiani, come El Jardin) e piccoli locali (il top per noi è decisamente Casa Babylon) l’atmosfera che si respira è rilassante e divertente al tempo stesso. Tacos, enchiladas, mohito,tequila e l’immancabile birra Corona, orgoglio nazionale: il palato canta soddisfatto. La gente è socievole, espansiva. E già ci sentiamo un po’ messicani anche noi. Io prendo confidenza con le onde.

Playa Zicatela lavora sempre. I momenti migliori della giornata sono la mattina presto (troppo presto! sostiene la mia ragazza) e il tramonto, mentre dopo pranzo in genere ci sono un paio d’ore di stallo a causa del vento. Nei giorni in cui a Zicatela era veramente troppo grosso mi sposto a La Punta, una spiaggia a cinque minuti di distanza in taxi (per un costo di 2o pesos) che mi regala giornate davvero divertenti. Lì è solo sinistra. Il picco si raggiunge abbastanza facilmente (alcuni locali ci arrivano anche buttandosi dagli scogli) e l’onda si srotola lungo la costa, che in quel punto forma una larga rientranza concava. La prima volta a La Punta è veramente fantastica. Dopo Zicatela mi sembra un parco giochi. Un metro, un metro e mezzo, senza vento. Partenza e subito tubo. All’improvviso cambia la percezione uditiva e il fragore del mare ondoso viene sostituito da un mugghio più basso e minaccioso: l’onda che succhia l’aria e si chiude dietro di te. E allora l’istinto di scappare da quel vortice che ti rincorre combatte con la meraviglia e l’estasi di ritrovarsi circondato da pareti d’acqua blu. Dura solo pochi attimi ma lunghi una vita. Senza parole. Un ricordo indelebile. Ma la sfida rimane Zicatela. Mex-pipe. L’onda è cattiva. Nel punto di rottura il mare si mette subito in verticale. L’inclinazione dell’onda è sorprendente, niente a che vedere con gli altri spot oceanici che ho testato. La partenza è davvero nel vuoto. L’onda è velocissima. Nell’arco del mese mi tolgo molte soddisfazioni. L’istinto si affina, il corpo risponde più prontamente, si abitua a un certo tipo di prestazioni. Anche l’approccio mentale cambia. Senza scordare la prima lezione che Mex-pipe mi ha dato, comincio ad osare. E’ una vera e propria conquista arrivare a manovrare senza paura su quelle onde. Le altre persone in acqua sono per lo più locali, ma verso la fine del mese arrivano anche molti americani, australiani, qualche brasiliano e pochi europei. Si allenano. Il mese successivo a Puerto Escondito c’è una tappa del Tour mondiale. Ogni giorno una decina di tavole escono spezzate in due dall’acqua. I Salvavidas intervengono per un paio di salvataggi davanti ai miei occhi. Una fortuna comunque. Mi riferiscono che mediamente le situazioni che richiedono il loro intervento sono molto più numerose.. e non sempre vanno a buon fine !!!!!!. Un paio di giorni li dedichiamo anche all’esplorazione dei dintorni.

Le spiaggette intorno a Playa Zicatela sono tutte bellissime: Playa Marinero, con i suoi pellicani e la statua della sirenetta a cavallo di una tartaruga gigante, Playa Manzanillo, con la spiaggia bianchissima e l’acqua cristallina (dove la mia ragazza trova uno squaletto morto in acqua, a pochi metri da riva), Playa Carizarillo, ideale per chi è alle prime armi con il surf. Ci concediamo anche una gita in barca e andiamo ad incontrare da vicino le tartarughe marine. Nuotiamo con loro. E alla fine arriva l’ultimo giorno,mi piange il cuore. Dopo un’altra fantastica mattina di surf dedico le ore che mi restano per sistemare le ultime cose prima della partenza. Rivendo la tavola allo stesso prezzo di acquisto. Il nostro ultimo tramonto è mozzafiato. Da cartolina. Sembra davvero che Mex-pipe ci saluti. La vacanza è stata perfetta. E io sono ancora tutto intero. Lascio un pezzo di cuore in questo posto. E un pezzo di Puerto lo porto via con me. Nella mia anima. 31 Ottobre. Puerto Escondido – Roma.

 


20 Immagini | Revolt Surf Destinations | Revolt Surf Store |
© Copyrights: Revolt Surf - All rights reserved - www.revoltsurf.com